martedì, febbraio 28, 2006

Candidature gay nella Rosa nel Pugno

Luca Trentini, arcigay Brescia, candidato alla camera per la Rosa nel Pugno

Ecco il messaggio di Luca Trentini (presidente@arcigaybrescia.it) arrivatomi via mail a proposito della sua candidatura alle elezioni del 9 aprile con la Rosa nel Pugno.
Inoltre chiunque fosse interessato a testimoniare il proprio appoggio alla Rosa nel Pugno per la battaglia sui diritti GLBT può contattarlo via mail.

Comunico a tutti che per le prossime elezioni parlamentari sarò candidato nella lista proporzionale della Camera nella circoscrizione Lombardia 2 (Bergamo, Brescia, Como, Sondrio, Varese, Lecco) per la Rosa nel Pugno.

Questa candidatura, frutto di una felice collaborazione e di un'unità di intenti nata a livello locale, mi è stata chiesta come segno concreto e tangibile dell'impegno di questo partito per le Unioni civili e la laicità dello Stato.

Ho accettato non tanto per la possibilità, remota ma non impossibile, di essere eletto, ma perchè, oltre a condividere la linea politica di questo partito, reputo sia necessario dare sostegno a chi ha fatto propri i sentimenti e le rivendicazioni del movimento GLBT senza tentennamenti ed anacronistiche mediazioni.

Lo sconforto di molti omosessuali rischia infatti di sconfinare nel disimpegno, favorendo di fatto la vittoria dell'illiberalità e del conservatorismo rappresentato dalla destra di Berlusconi. Un partito che sia laico, riformista e che nel contempo ci permetta di portare avanti le
campagne che come movimento stiamo propugnando da anni credo meriti la nostra attenzione!

Confido nel sostegno di Arcigay e di tutti voi!

Luca Trentini
Presidente di Orlando
Comitato provinciale Arcigay Brescia
(presidente@arcigaybrescia.it)

sabato, febbraio 25, 2006

L'affaire Grillini

Sembra arrivata a un epilogo la polemica sulla candidatura di Franco Grillini (DS).

Franco Grillini, deputato DS e presidente onorario dell'arcigay, è stato il primo firmatario della proposta di legge sui PACS. E' stato forse la "faccia" più mediatica del movimento per i diritti gay.
Ma proprio a causa del suo impegno a favore dei PACS Grillini è diventato oggetto di un attacco da parte del centrosinistra (vedi Margherita) che considera Grillini un pericoloso estremista. A Grillini non è stato così rinnovato un posto in lista nel suo seggio bolognese, ma è stato "catapultato" in Lombardia in 14esima posizione, ben lontano dalla zona sicura per la rielezione. Dopo che si era parlato di un passaggio di Grillini con la Rosa nel Pugno, sembra infine che a Grillini sia stata riservata una posizione piu sicura.

Posto che umanamente la volontà di Grillini di continuare a combattere dall'interno del suo partito su posizioni "liberal" è lodevole, da un punto di vista dei diritti gay questo pone degli importanti spunti di riflessione:
  • L'obiettivo del movimento GLBT è quello di combattere e dialogare per il riconoscimento di quei diritti negati agli omosessuali. Avere degli esponenti politici omosessuali è certo un mezzo, ma di sicuro non è il fine.
  • La debolezza dei DS nel difendere Grillini dagli attacchi dei conservatori che considerano estremista qualunque omosessuale che non stia nell'ombra è politicamente indecente.
  • Soprattutto la cosa fondamentale è il fatto che la sinistra italiana pensa di lavarsi la coscienza sul tema dell'omosessualità candidando qualche portabandiera. Non ci serve a nulla avere qualche candidato omosessuale se poi il partito del quale fanno parte non muove un dito e non capisce che cos'è la "questione omosessuale".
Inoltre con la nuova legge elettorale non si vota più il singolo, ma il partito. Quindi chi vota la lista unitaria pensando di votare Grillini voterà in realtà DS e Margherita, ovvero il partito del no-PACS.
In queste ore durante le quali si chiuderanno le alleanza per le prossime elezioni ci aspettiamo quindi, come già anticipato, che la Rosa nel Pugno confermi il suo impegno POLITICO nel portare avanti la battaglia sui PACS considerandoli una questione primaria e irrinunciabile.

Rispondendo alle varie obiezioni:
1) E' vero che ci sono singoli esponenti politici (alcuni anche a destra) che sono favorevoli ai riconoscimenti giuridici per le coppie omosessuali, ma una cosa sono le parole gentili, un'altra è l'impegno politico chiaro di tutta una forza politica.
2)A chi accusa di strumentalità la posizione della Rosa nel Pugno, vorrei dire due cose: l'impegno e l'intransigenza sui temi dei diritti civili e della laicità di quella parte radicale della RnP non è certo nata ieri. Il fatto che la Rosa nel Pugno sia rimasta l'unica a ribadire la necessità e la giustezza dei PACS non è certo una sua colpa, colpevole è semmai la mancanza di coraggio e laicità della sinistra. Votare la Rosa nel Pugno per questa sua posizione è invece la miglior risposta per dire pubblicamente che il Pacs e i temi dei diritti gay non sono strumentali ma ci stanno davvero a cuore.

giovedì, febbraio 23, 2006

Pourquoi on n'est pas en France?


Il dibattito sui PACS oltralpe...

Il dibattito sui PACS appartiene alla Francia del decennio passato. I Pacs furono introdotti dal governo (socialista) a partire dal 1999.
Oggi qual è la situazione? Credo che queste due piccole notizie possano mettere in chiaro che i PACS non minacciano alcunchè, sono utili e necessari per la società moderna e sono una questione di civiltà.

(21/02/2006) Il ministro della giustizia francese ha deciso di migliorare il Pacs. Parigi. il ministro della giustizia francese, Pascal Clément (foto), ha deciso di concedere ulteriori diritti alle coppie che si pacseranno prossimamente. Differentemente da quanto previsto attualmente dalla legge Pascal Clément ha deciso che qualora uno dei due partner pacsati venga a mancare, l’altro potrà godere di tutti quei diritti che attualmente sono fruibili solo dalle coppie sposate. Con la riforma, infatti, il partner sopravvissuto avrà diritto a un prolungamento del contratto di affitto del defunto per un anno. Ma le coppie che si pacseranno nei prossimi mesi non verranno tutelate solo in caso di vedovanza, la nuova riforma prevede inoltre un nuovo regime patrimoniale della coppia pacsata: differentemente da quanto accadeva in passato, quando i beni acquistati dopo il Pacs godevano del principio di invisibilità, i patners potranno adottare la divisione dei beni, come già accade per il matrimonio classico. Classico ancora per poco. Per le presidenziali del 2007 il partito socialista (che nel 1999 si impegnò per l’introduzione del Pacs) ha già annunciato la volontà di aprire il matrimonio anche alle coppie omosessuali. Grazie al matrimonio i gay francesi potrebbero anche adottare. In Francia almeno 100mila bambini vivono in famiglie omosessuali, ma la legge non riconosce i due genitori. Fonte: il Manifesto

ANNO RECORD PER I PACS IN FRANCIA, CRESCITA DEL 33% Parigi. Anno record per i Pacs (patti civili di solidarietà) in Francia: sono stati 59.876 nel 2005 con una crescita del 33% rispetto al 2004, quando ne erano stati firmati 40.093. In totale, da quando è stata approvata la legge il 15 novembre 1999, sono stati 204.924 i Pacs di cui 26.347 (12%) sono stati sciolti. Le cifre dei matrimoni invece, dopo il successo del 2000 (305.000) restano stabili a 278.000, secondo l'Insee, per il 2004 e il 2005. Fonte: Ansa

C'è anche un altro aneddoto interessante sulla Francia. Nel 1996 il premier jospin presentò la legge sui PACS all'assemblea generale dove molti deputati della provincia, preoccupati di turbare il perbenismo e la suscettibilità cattolica, bocciarono due volte la proposta di legge. A quel punto Jospin intervenne dicendo: "continuerò a ripresentare la legge in parlamento finchè i PACS non saranno approvati"... E così avvenne.
Oggi Jospin non è ricordato come il premier che distrusse la famiglia, ma come un esponente politico coraggioso che promosse una battaglia di civiltà per allargare i diritti a chi ne era escluso...

Credo che oggi, nel 2006, 10 anni dopo Jospin, i politici italiani non avrebbero il coraggio di votare nemmeno il divorzio...

Le unioni civili sono tabù per l'Unione.

domenica, febbraio 19, 2006

Eppur si move...

Non sarà un effetto domino, però....

Non son certo un blog, qualche thread su un forum o un appello via email che possono cambiare le cose... Però ogni piccolo contributo può essere utile a diffondere la discussione.
Ho creato questo blog non per dire quale sia la mia "Verità", ma per dare maggiore visibilità alle idee che venivano fuori in diverse discussioni in ambiente GLBT. Queste idee possono essere così riassunte:
  1. La bocciatura dei PACS è una sonora sconfitta per tutti quelli che hanno a cuore il discorso sui diritti gay.
  2. Questa sconfitta ha fatto chiaramente emergere un grave problema per la politica italiana. E' ormai evidente che la sinistra tutta - DS, Rifondazione, Verdi, PDCI- non ha capito nulla dei diritti gay(della destra italiana, poi, non ne parliamo!) . Non si tratta di fare un favore, ma di difendere anche e soprattutto una battaglia per la libertà, la laicità e i diritti di tutti. Questo è stato capito da tempo dalla Sinistra europea tutta, ma non solo. L'idea che la tutela dei diritti delle persone omosessuali siano una necessità inderogabile per una democrazia europea è condivisa anche dalla destra liberale e da gran parte della popolazione. (Insomma smettiamola di dire : "si ma in Spagna sono più avanti" non è che gli Spagnoli sian tutti omosessuali o sfegatatamente gay-friendly). Questo in Italia la Sinistra chiaramente non l'ha capito, non lo vuole capire, o semplicemente se ne frega. Ed è una cosa grave: Ha ragione Federico di Gay.tv quando dice - cito a memoria - "Va bene che Rutelli è quello che è, clericale al limite dell'omofobia. Ma la colpa dei DS di NON essere laici è ancora più grave". In questo senso le ultime dichiarazioni di D'Alema (vedi l'analisi di D'allorto) all'insegna del "Ma che diavolo volete, siam pur meglio di Tremaglia", indicano chiaramente che l'analisi di Federico è azzeccatissima.
  3. Bisogna cercare di trasformare la delusione e la rabbia di molti in qualcosa di costruttivo. E secondo me (e molti altri) la scelta immediata da un punto di vista politico è l'appoggio a quell'unico partito (ROSA NEL PUGNO) che è rimasto a difendere il PACS proprio per il suo valore in termini di libertà, laicità e dignità.
Come ho già detto non è che una voce, su internet, possa fare molto. Però a volte un sasso nello stagno serve. Le onde che crea vanno a sbattere un po' di qua e un po' di la... E per caso magari qualcuno le nota.
Come ad esempio è avvenuto in questo articolo sul Foglio di Ferrara del 15 febbraio 2006 a pag. 1 (che non è certo un simpatizzante filo-gay) in cui si legge:

<<A quelli della Rosa nel pugno, nel nome del progetto Blair-Fortuna-Zapatero, e con l’accurata specifica di laici-socialisti-liberali- radicali, quasi non pare vero. Il rilancio delle polemiche su come la faccenda dei Pacs è uscita dai tira e molla dell’Unione, con l’aggregato della discussione sulla laicità o non laicità dello stato, ha messo di buon umore il nuovo partito. Che fiuta un vento, magari solo una brezza, di favore nell’aria. Ieri mattina ne ha dato conto anche Renato Mannheimer sul Corriere della Sera, parlando addirittura di “una forte crescita”.
[...]
Per ora, radicali e socialisti non mollano la presa. Sul loro sito compaiono “appelli gay” per un voto al partito, “l’unico che non ci considera cittadini di serie B”, gente incazzata che si fa viva “perché la sinistra (Ds, Rifondazione, Verdi e Pdci) ci ha preso per i fondelli”. E’ un aggregato che molto si porta, in questi giorni, quello della Rosa nel pugno. L’immagine di Emma Bonino che fiera lascia il tavolo del pasticcio del centrosinistra si è rivelata vincente. Niente rottura, ma distanze marcate. E dal forum del sito del partito esce musica celestiale, “è venuto il momento di votare l’unico partito che si batte per un’Italia laica e civile”.>>
clicca qui per leggere tutto l'articolo e la discussione sul forum di gay.it

Onestamente sono rimasto ingenuamente colpito... Avevo scritto io stesso un thread sul sito della Rosa nel Pugno dal titolo "Appello al voto gay". Un post breve, più dettato dall'incazzatura del momento che da una riflessione vera e a cui comunque avevano risposto 4 gatti... Però credo ora che scrivere quelle cose non sia stato totalmente inutile.
Finisco dicendo: più siamo meglio è, parlatene ,ragionateci, diffondete gli appelli. Di sicuro più se ne parla è più questa discussione "rimbalza" in giro, più saranno le possibilità che ne esca qualcosa di positivo.

Prime reazioni

Credo che lo spirito di questo blog sia condiviso da molte persone e che molte altre condividerebbero il nostro ragionamento se riuscissimo a raggiungerle.

Mi ha scritto Luca Trentini (Presidente di Orlando, Comitato provinciale Arcigay - Brescia) allegandomi inoltre un appello da lui fatto che fa nella stessa direzione di chi ha creato questo Blog. Quindi lo giro a tutti quelli che finiscono su questa pagina. Pur nella scpecificità delle sue opinioni rappresenta sicuramente un ulteriore sasso lanciato nello stagno.


Ciao Francesco, condivido in toto i temi del tuo blog! Per di più ho accettato la candidatura alla camera per la rosa nel Pugno che mi è stata offerta in quantro presidente dell'arcigay di Brescia. Ti allego qui sotto un appello che ho voluto lanciare ad arcigay per chiedere una ridiscussione della linea politica e delle rivendicazioni che poniamo alla società civile! se credi possa interessare...
Grazie dell'attenzione!


APPELLO
Cari amici,
il dibattito e la mobilitazione di questi giorni stanno rivelando tutta la ricchezza di idee e la capacità organizzativa che il nostro movimento ha opposto all'assurdità di una classe dirigente che ci ha traditi. Come diceva Lorenza di Cremona questa rabbia ci sta facendo bene! Credo però che sia necessario un ripensamento profondo del nostro essere in politica!
La base militante è davvero delusa e incazzata! Non parlo di chi spara a zero su Arcigay solo perché fa chic, ma di chi da 10 anni lavora in associazione e si sente oggi assolutamente disorientato! Se non saremo capaci di dare una risposta convincente, forte e di rottura, rischiamo di deludere tutti!
Personalmente sono perfettamente d'accordo con le posizioni espresse da Giovanni dall'Orto nei suoi diversi articoli di questi giorni. C'è bisogno di una svolta!
Se avete il tempo andate su gay.it o gay.tv a leggere i forum di discussione! Avrete una bella panoramica di quanto questo argomento si stia dibattendo!
Siamo di fronte ad uno spartiacque. Personalmente mi schiererò con la Rosa nel Pugno. Anche se come Comitato provinciale dialogherò con tutti e chiederò di votare SOLO coloro che esplicitamente appoggeranno le nostre richieste!
Non amo la moderazione quando si parla di diritti e non ho paura di spaventare i moderati chiedendo semplicemente uguaglianza! E' venuta l'ora di essere determinati!
Credo che non si possa attendere oltre! Bisogna trovare spazi di dibattito e discussione con tutto il mondo GLBT. Per questo appoggio l'idea degli stati generali del mondo GLBT lanciata da Sciltian Gastaldi e ripresa da Imma Battaglia! Sarebbe un buon modo per dare segno di unità e trovare una soluzione condivisa!
Non vorrei che il tempo e le promesse dei politici arrivino a normalizzare la situazione e ci facciano perdere l'occasione storica di fare sentire forte la nostra voglia di democrazia, e di farlo in un contesto particolarmente difficile, che ha bisogno di risposte chiare e determinate!

A voi chiedo, formalmente, di sottoscrivere una richiesta di convocazione degli "stati generali" del mondo GLBT italiano per poterla sottoporre ad Arcigay nazionale come richiesta che viene dalla base militante. Più circoli, personalità e singoli uniti in un cartello di appoggio a questa iniziativa darebbero il segno di una volontà di discussione!

Il manifesto potrebbe essere più o meno questo:
Vista la particolare situazione politica italiana e il desiderio di cambiamento espresso da moltissime realtà del mondo omosessuale italiano chiediamo che Arcigay nazionale, la maggiore e più rappresentativa realtà del mondo omosessuale italiano, di concerto con tutte le altre associazioni del movimento che condividano questo obiettivo, si faccia carico della convocazione degli Stati generali del mondo GLBT italiano al fine di trovare un luogo dove le mille anime del movimento possano confrontarsi, per ripensare il nostro modo di essere significativi nella società, trovare unità e condivisione di intenti e rilanciare il lavoro svolto con pazienza e convinzione in questi anni.
Vi chiedo di comunicarmi la vostra adesione a questa richiesta!
Grazie a tutti e buon lavoro: c'è moltissimo da fare!

Luca Trentini (presidente@arcigaybrescia.it)
Presidente di Orlando
Comitato provinciale Arcigay - Brescia

Appello per tutti

Non Solo Gay


Appello al sostegno della laicità dello Stato e ai diritti di tutti per il voto alla Rosa nel Pugno.
Leggi questo messaggio e diffondilo a chi vuoi

A TE E A ME NO, A PIERFERDINANDO CASINI E AI SUOI PRIVILEGIATI COLLEGHI SI'. PERCHE'?

Contrariamente a tutte le promesse fatte precedentemente dai Prodiani, è stata nettamente bocciata l'ipotesi di creare un istituto giuridico appropriato -che si chiami Pacs o Unioni Civili- che permetta a chi convive o aspira a convivere di registrare volontariamente la propria unione: registrazione volontaria che sola darebbe carattere pubblicistico (con valore verso terzi) alle coppie di fatto.

Le "coppie di fatto" sono formazioni sociali che esistono già ora come parte integrante del tessuto sociale (in Italia se ne contano centinaia di migliaia, a cominciare dalla famiglia di fatto Casini, convivente e padre more uxorio). Per avere tutele e diritti, ormai riconosciuti a tutti i cittadini in quasi tutti i Paesi membri dell'UE, in Italia è necessario un riconoscimento giuridico delle unioni civili.

I "patti" sono una alternativa al matrimonio. Può dispiacere a qualcuno, ma in una società pluralistica e multiculturale non è più possibile imporre a tutti i dogmi e l'intolleranza di una parte della società. I cattolici non saranno mai obbligati a registrare le loro unioni pre/post matrimoniali, ci mancherebbe. Sceglieranno anche loro liberamente come, quando e quanto dissentire dall'establishment vaticano e dai vassalli di Ruini che controllano il dibattito politico italiano, così come ora liberamente scelgono la pillola rispetto ai metodi naturali, il divorzio e la genitorialità monoparentale all'indissolubilità, l'aborto e le biotecnologie riproduttive al controllo patriarcale del corpo della donna, la masturbazione e le mille delizie del sesso al dovere riproduttivo.

Una legge che riconosca e tuteli le unioni di fatto, è, di fatto, una estensione dei diritti di cui già ora godono i parlamentari italiani. A loro i Pacs non servono, il regolamento del Parlamento riconosce alle/ai conviventi (omo ed etero) ciò che viene riconosciuto a mogli e mariti. In nome della discriminazione nei confronti dei gay, i politici italiani, compresi quelli che sventolano il programmone del centrosinistra, intendono discriminare chi parlamentare non è.

E' rimasta solo la Rosa nel Pugno a combattere per una legge sui Pacs.
Sei sicuro di voler votare per Ruini alle prossime elezioni?


NOTA BENE
La Rosa nel Pugno è la nuova formazione politica nata dalla fusione di Radicali e SDI. La Rosa nel Pugno fa parte della coalizione dell'Unione. Il voto per la Rosa nel Pugno non è un voto disperso perchè sarà un voto per la coalizione di Prodi. Votare la Rosa nel Pugno permetterà di eleggere una pattuglia di Parlamentari che si sono dichiarati senza ombra di dubbio a favore dei diritti civli di tutti e per la laicità dello Stato.
Mobilitiamoci e facciamo pressione democratica con il nostro voto.
Appoggiamo la Rosa nel Pugno per la libertà e i diritti negatici da Ruini.

sabato, febbraio 18, 2006

Appello GLBT

Appello alla comunità GLBT
(diffondete questo appello via email)

Questa è una email di informazione, leggila! E se ti interessa riflettici e diffondila

RUINI HA SCRITTO IL PROGRAMMA DELL'UNIONE .
Contrariamente a tutte le promesse e i giuramenti fatti precedentemente dai Prodiani, è stata nettamente bocciata l'ipotesi di creare un istituto giuridico appropriato - che si chiami PaCS o Unioni Civili - che permetta a chi convive o aspira a convivere di registrare volontariamente la propria unione: registrazione volontaria che sola darebbe carattere pubblicistico (con valore verso terzi) alle coppie di fatto.

Prodi aveva dichiarato "Io non sono come Zapatero, la proposta di legge sui PaCS è la stessa posizione del Partito popolare di Aznar". In realtà con la presentazione del Programma dell'Unione, Prodi è diventato ancora piu conservatore di Aznar, in quanto è scomparsa totalmente ogni proposta di tutela delle coppie di fatto e delle unioni gay. Mentre in tutto il mondo occidentale la tutela delle coppie omosessuali è un fatto reale e sempre piu paesi prevedono l'equiparazione piena nel matrimonio, in Italia semplicemente le coppie omosessuali non esistono e il programma del professore si limita ad affermare che l'Unione proporrà (non "farà" o "voterà", solo "proporrà") provvedimenti per tutelare i diritti individuali. Quali diritti si possano poi concedere alle singole persone che già non abbiano in quanto individui ce lo spiegherà forse l'Unione, un giorno o l'altro.

E' stata con questo negata ogni possibilità di riconoscimento per le coppie di fatto, anche omosessuali, attraverso uno strumento giuridico appropriato. Questa posizione imposta all'Unione da Rutelli era esattamente quella espressa dal Cardinale Ruini ("La protezione giuridica delle unioni di fatto deve seguire la "strada del diritto comune", dice Ruini, spiegando che qualora emergessero alcune ulteriori esigenze, specifiche e realmente fondate, "eventuali norme a loro tutela non dovrebbero comunque dar luogo a un modello legislativamente precostituito e tendere a configurare qualcosa di simile al matrimonio, ma rimanere invece nell'ambito dei diritti e doveri delle persone").

Tutte le forze di sinistra dai DS a Rifondazione hanno svenduto i diritti gay che a parole hanno sempre difeso. Hanno "calato le braghe" ancor prima di arrivare a una discussione parlamentare. Nessun riferimento alle coppie gay e nessun riferimento a provvedimenti contro la discriminazione e l'omofobia (pur già richiesti a più riprese dall'Unione Europea).
L'unico partito nello sconsolante panorama politico italiano che si è rifiutato di sottostare a questa visione è stata la Rosa nel Pugno attraverso la decisione di Emma Bonino di abbandonare il tavolo della discussione e non firmare in alcuni punti (fra cui i PaCS) il Programma dell'Unione presentato l'11 Febbraio...
In quanto cittadini italiani; in quanto gay lesbiche bisessuali transessuali; in quanto persone che semplicemente hanno a cuore la tolleranza il rispetto degli altri e l'uguaglianza, dovremmo ricordarci del fatto che i diritti gay non interessano a nessun partito tranne che alla Rosa nel Pugno.
Votiamo gli unici che perlomeno ci rispettano. Facciamo pressione al mondo politico che ci ignora e considera i diritti civili una questione "marginale".

Vota la Rosa nel Pugno!

NOTA BENE
La Rosa nel Pugno è la nuova formazione politica nata dalla fusione di Radicali e SDI. La Rosa nel Pugno fa parte della coalizione dell'Unione. Il voto per la Rosa nel Pugno non è un voto disperso perchè sarà un voto per la coalizione di Prodi.
Votare la Rosa nel Pugno permetterà eleggere un maggior numero di Parlamentari che si sono dichiarati senza ombra di dubbio a favore dei diritti gay e per la laicità dello Stato.
Mobilitiamoci e facciamo pressione democratica con il nostro voto. Il nostro voto può e deve contare di più.

Appoggiamo la Rosa nel Pugno per la libertà e i diritti di tutti